Fausto Messina – Boungaville EP

Nelle precedenti uscite ci ha sempre abituati a suoni caldi ed estivi e dopo la release di metà luglio su Monique speciale “Los Treboles De Cuatro Hojas” contenente l’apprezzabile “Peruviano” arriva nel pieno dell’estate un EP che non può passare inosservato.
“Bouganville” è la traccia che da il titolo a questo nuovo Diynamic Music, etichetta tedesca di spessore dove solitamente girano nomi come Solomun, Stimming, H.o.s.h. e Kollektiv Turmstrasse. “Amor Lleno De Esperanza” è la prima traccia dell’EP, suoni decisi che come tonalità ricordano “Move Your Body” di Rhythm Republic VS. Marshall Jefferson al quale si aggiunge un groove accattivante ed una vocina ipnotica che calza a pennello. A rendere ancor più piacevole il pezzo una scelta oculata nella regolazione dei volumi e nell’entrata dei suoni che più caratterizzano questo pezzo decisamente dinamico.
La seconda traccia, oltre ad avere il titolo che fa pensare ad un tipico piatto veneto, è la traccia forse più easygoing dell’EP, presente anche in una seconda versione “swing remix” che sembra rotolare al meglio. A far da sfondo a questo track nella versione originale resta un’immagine di medio-orientale, che sembra poter rendere il dj un incantatore di serpenti.
Dulcis in fundo la ciliegina sulla torta dell’EP l’omonimo “Bouganville” che a parer nostro è una traccia da pieni voti. É bastata sentirla nell’ora del tramonto accompagnata dalla voce assillante di “El Baile (Juan Pachanga)” per considerarla una nostra personale canzone dell’estate!!!

Thanx Fausto … avanti così!!

Voto: 7

Andrea Tabarelli & Salomon

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Lovebirds & Vincenzo – M.U.S.I.C (Fred Everything’s Lazy Day Remix)

Uno dei fenomeni che sta colpendo in questi mesi i dancefloor di tutto il pianeta è l’inserimento sempre più costante e ingente di influenze “Disco”. E’ probabile che tale fenomeno si sia verificato parallelamente allo sviluppo e alla riscoperta di suoni Detroit e successivamente Motown (dalla omonima label). In questo meltin’ pot di influenze del passato è nata una nuova frangia di artisti molto interessanti tra i quali spicca il tedesco Lovebirds, ma potremmo citarne molti altri. In questa ultima release su Teardrop è evidente come proprio gli elementi della scuola “Disco” siano stati attualizzati proponendo un prodotto da dancefloor che tuttavia gode della classe innata di un glorioso passato. Il mood onirico accompagnato da un ricco tessuto di archi e da un vocal ipnotico si arresta per una pausa concentrata quasi unicamente sul pianoforte emozionando l’ascoltatore. “M.U.S.I.C” è una traccia piuttosto duttile che può essere utilizzata da chi ama suoni raffinati o semplicemente da chi vuole eseguire un warm up intelligente introducendo i primi suoni del proprio dj set.

Voto: 7

Matteo Roma

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Guy Gerber – Hate/Love EP

Nell’affannata ricerca di sonorità sconosciute non s’ha da fare … ed è così che in un’estate piena di propositi inesauditi il vecchio suono pare l’unico che ancora ha qualcosa da dare alle orecchie dell’intenditor silenzioso (e non del medio-man da club che si affolla e si accalca nelle diverse località/pseudo-mecche dell’underground). Se è vero che il marchio di fabbrica alla fine ha sempre premiato e che chi l’ha dura la vince … beh thumbs up per Guy Gerber con l’ultima release uscita per la label Supplement Facts.
Il dualismo amore ed odio, HATE/LOVE per l’appunto, ci getta a capofitto in una dimensione onirica e vagabonda, ben lontana dagli sfarzi luminescenti dell’happy house e paradossalmente meglio coniugata ad un’atmosfera trance. Indiscusso talento di una nuova generazione di produttori del popolo di Israele, tra i quali possiamo ricordare Shlomi Aber, con il quale ha spesso e volentieri collaborato, e Chaim tra i molti, l’ex “ragazzo” con i boccoli sa ancora stupirci per la sua innata dote di calibrare ed equilibrare il synth al basso ed amalgamarlo ancora a dei vocal essenziali, scarni, ma di indiscutibile effetto. L’incessante ripetersi della frase “no more, mo more, no more” della track trasporta incessantemente la mente dell’ascoltatore ad un lento abbandono, quasi a farsi cullare in un lento ed agoniato sonno. Sonno, o forse è meglio dire sogno, che non sembra voler mai finire nemmeno nelle note degli altri due brani “Lost in You Like a Chinese Cookie” e “The Stockholm Syndrome”. Nel primo il vibe si colora decisamente di tinte calde ed armoniose, quasi a voler riprendere una danza, un inno alla genuina bellezza dell’amore; per contro il tuffo gelido nel paesaggio nordico della Svezia scopre la faccia più cupa dell’odio, con un groove grasso e sinuoso, decisamente appropriato per una Big Room.
A voler essere critici fino in fondo HATE/LOVE EP non porta nulla di veramente nuovo rispetto al sound degli affini Yakine, Varoslav ed ancora Dyed Soundorom o Shonky, ma quanto meno attesta che la continuità e la coerenza alla fine possono pur sempre premiare.
Ritmi esotici, melodie profondamente misteriose, ed un mistico eco in trasparenza … no more, no more, no more …

Voto: 6.5

Salomon

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JUNKBEAT EXCLUSIVE: IBIZA 2010

Il collettivo di JUNKBEAT si sposta per alcuni giorni ad IBIZA in occasione di un esclusivo dj set presso lo storico BORA BORA. Noi cogliamo l’occasione per raccontarvi qualcosa sul clubbing dell’isola bianca.

SPACE 29.07.2010 “COME TOGETHER”:

L’orologio biologico del clubber è sicuramente il suo punto di massima forza ma allo stesso tempo il tragico fautore dell’inevitabile perdita di un ritmo di vita almeno vicino alla normalità. Questo è sicuramente uno dei tanti pensieri che sarà balenato nella testa di chiunque abbia messo piede ad Ibiza. Prendete l’orologio e buttatelo via, scordatevi vetuste quanto imprecise timetable di sorta per poter ascoltare tutti i vostri dj preferiti, fallirete, come molti prima di voi. (Noi ndr)

Questo ampolloso preambolo solo per dirvi che abbiamo perso Faithless live in uno dei locali più belli ed importanti del mondo, con un soundsystem all’altezza della situazione in un’atmosfera da dieci e lode. Ora, potremmo disperarci come quando a Francoforte non sentimmo Theo Parrish, oppure provare ad andare avanti con questo articolo, consci che comunque sono accadute molte altre cose di cui vale la pena scrivere.

Il nostro orario di arrivo allo SPACE non è sicuramente dei più consoni per godersi appieno la serata, entriamo infatti nel locale poco dopo le 4.00. Subito all’ingresso la sensazione è quella di trovarsi di fronte ad una camera di decompressione per poi selezionare la sala che più ci aggrada. La Main Room non è affollatissima anche se l’impianto fa il suo dovere e Dr. Elektroluv continua a trasmettere energia con il suo dj set aggressivo ed allo stesso tempo estremamente scenico. Soffermarsi sul suo look bizzarro e sul suo mono-cuffia a forma di cornetta telefonica sarebbe solo uno dei tanti metodi per descrivere il suo personale modo di proporre ed intendere un dj set. Analizzando invece più nel profondo l’esibizione del “Green Man” potremmo affermare che il suo marchio di fabbrica fidget house è nel resto del mondo estremamente abusato e vicino al clichè, se non fosse che sempre il “Green Man” è stato uno dei pionieri del genere e lo abbia esposto alle masse prima di molti altri nomi ben più quotati e più presenti nei cuori dei “raver” di tutto il mondo.

La Space Terrace è altrettanto gremita ed ha accolto da pochi istanti il termine del dj set del tedesco Karotte, lasciando quindi spazio all’italianissimo Mauro Picotto. Se quindi il sound della Main Room era aggressivo e potente è inutile sottolineare come anche in questa situazione il pedale dell’acceleratore sia schiacciato. La lancetta pende decisamente in direzione techno e sono ben poche le pause che il dj della Meganite decide di concedere alla folla. Per la nostra gioia Picotto sfoggia qualche azzardo techno sulla falsa riga di Ben Klock e Marcel Dettman mostrando il lato oscuro della notte ibizenca e visto che proprio lo SPACE ospiterà pochi giorni dopo l’intera crew della Ostgut Ton la cosa non ci sorprende.

DC 10 30.07.2010 CIRCOLOCO PANDEMONIUM:

Il DC 10 è il locale più alieno agli standard del “music control” che invece sono imperanti negli altri club dell’isola bianca. Eppure in questi anni i costanti richiami della legge sommati alle invidie nei confronti di una situazione così clandestina ma allo stesso tempo di enorme successo hanno fatto sì che anche questa location subisse delle sostanziali modifiche. L’apertura dei mercoledì con ospiti di stampo maggiormente mainstream non può che essere un campanello d’allarme piuttosto esplicativo.

Nonostante l’inizio di un cammino che potrebbe portare ad un cambiamento radicale nell’identità del DC 10 per ora si riesce ancora ad avvertire quell’atmosfera di estraneità che rende questo locale e i party del Circoloco qualcosa di unico al mondo. L’ingresso decadente e kitsch allo stesso tempo, lo spiazzo esterno in cui una moltitudine di giovani e meno giovani hanno modo di socializzare, le luci e l’animazione ridotte all’osso sono i sintomi che qualcosa non vuole cambiare e restare lì nella sua diversità non accettando canoni imposti dal “business”.

Al nostro arrivo Willie Graff, resident d’esperienza di alcune delle situazioni più importanti ad Ibiza, ha terminato il warm up e Tania Vulcano ha già preso le redini della consolle. Il sound della dj uruguaiana è spinto quasi quanto quello del nostro connazionale la sera precedente anche se Tania risulta decisamente meno precisa nel mixing. Tuttavia mano a mano che il set scorre si assiste ad una lenta apertura di stampo house, e dopo due ore abbondanti di set inizia un back 2 back tra Tania e Graff nel quale si mescolano l’estro e la qualità della coppia improvvisata. House e techno si fondono con ricche cariche di groove e beat ed anche la velocità alla quale i dischi girano si innalza notevolmente. E’ proprio questo il momento in cui si riesce a cogliere la vera essenza del DC 10. Una moltitudine di clubber che danzano sotto i primi raggi del sole in perfetta comunione emotiva con i deejays.

PACHA 01.08.2010 CADENZA VAGABUNDOS:

Nel corso di questo 2010 una forte novità ha scosso la programmazione della settimana del clubbing ibizenco. Infatti se fino alla scorsa stagione eravamo abituati a trovare spazio per un determinato tipo di sound solo il lunedì all’oramai consolidato Cocoon Party all’Amnesia quest’anno è giunta una grossa novità dal più insospettabile dei locali, niente meno che il Pacha. Il locale mainstream per antonomasia di Ibiza forte delle sue serate con la Swedish House Mafia, Erick Morillo e David Guetta. L’azzardo arriva dalla crew della Cadenza capitanata come sempre dallo svizzero-cileno Luciano che assieme ai suoi degni compari prende il timone delle domeniche Vagabundos.

Lo stupore generale è già elevato poichè un nome del genere affiancato al brand del Pacha genera, giustamente o meno, alcune perplessità. Ma la mascella cade al suolo inevitabilmente quando si leggono tutti i nomi che Luciano ha deciso di avere al suo fianco per questa avventura: Carl Craig, Moodymann, Theo Parrish, Mountain People, Henrik Schwarz solo per citare i più significativi.

Il primo impatto infatti genera subito una sensazione di sospetto. Il locale è affollatissimo e la Main Room è quasi inaccessibile. Mirko Loko sta terminando un warm up molto blando in modo tale da permettere ai due dj successivi di avere carta bianca. Nel Second Floor invece Stimming ha appena iniziato un live ipnotico e lento nel quale di tanto in tanto fanno capolino potenti intrusioni di cassa che poi spariscono scemando. Sono ben riconoscibili brani come “The Anger” e “Kleine Nachtmusik” non appena l’intensità del live sale. L’atmosfera è incredibilmente cupa nonostante si tratti di una location solitamente ricca di calore e di sonorità meno introverse. Tuttavia Stimming continua ad aumentare il peso dell’esibizione fino al punto in cui sfodera il suo asso nella manica facendo letteralmente impazzire il dancefloor. “Una Pena” proposta dal suo produttore infatti genera un’euforia collettiva che potrebbe rientrare benissimo negli Ibiza Moment da ricordare però in Main Room sta succedendo qualcosa che lo impedisce…

Il volume infatti nella sala principale del Pacha è aumentato sensibilmente e Mirko Loko ha ceduto la consolle ad una coppia che difficilmente avremmo potuto scommettere di vedere assieme. Luciano e Carl Craig sono quindi pronti ad iniziare il loro live. Luciano per una sera si improvvisa emule di Richie Hawtin ed apre i quattro decks di Traktor iniziando subito a costruire tramite una catena di loop il brano che Carl Craig andrà ad arricchire con una Drum Machine e con dei synth live. Lo stesso Luciano inoltre sfrutta le potenzialità di una Maschine per arricchire le pause o i brani poveri di cassa. Ciò che ne consegue è una miscela di sonorità Detroit classiche di Craig e ritmiche House più nelle corde Mr. Cadenza. Il risultato è incredibilmente interessante tuttavia non sembra attecchire particolarmente sul dancefloor forse abituato ad un prodotto meno ricercato. Infatti al termine dell’esibizione dei due Luciano rimane al timone della consolle per un canonico dj set che immediatamente ripopola la Main Room.

E’ indubbio che il prodotto della Cadenza che conosciamo sia estremamente vendibile ed esportabile anche in locali come il Pacha. E’ altrettanto chiaro che Luciano e la sua crew abbiano comunque voluto tentare di dare spazio a qualcosa di differente tramite tutta una serie di nomi non propriamente associabili alla parola Ibiza. E’ quindi doveroso riconoscere il merito di voler provare ad offrire qualcosa di più complesso, soprattutto in virtù dell’ottima prestazione alla quale abbiamo assistito stanotte con un Carl Craig a suo agio al fianco di un Luciano finalmente di nuovo artista.

COCOON PARTY ANIMALS @ AMNESIA 02.08.2010:

Il lunedì di Ibiza, così molti parlano della serata che “Papa Sven” ha esportato sull’Isla Blanca oramai più di dieci anni fa. Quest’anno il tema della serata Cocoon all’Amnesia è “Party Animals” e si evince subito dall’animazione e dalle scenografie sbalorditive scelte per l’evento. E’ chiaro che sia la Main Room che la Terrace lascino come primo colpo d’occhio senza fiato, è altrettanto vero che come la sera precedente l’afflusso di gente è eccessivo e rende veramente difficile soddisfare anche la più basilare delle esigenze: ballare.

In Main Room troviamo uno Sven Vath stranamente morbido ed ipnotico che incede in un set almeno nella prima parte piuttosto anonimo. Di tanto in tanto il patron della Cocoon si concede qualche azzardo accelerando il ritmo con dischi come “Roxy” di Popof e “The Secret” di Joris Voorn, poi però ritorna sui suoi passi. Tutto questo fino a quando le ultime ore della notte non diventano le prime del giorno ed anche la situazione nel dancefloor diventa sostenibile. “Papa Sven” intraprende quindi una direzione decisamente evocativa iniziando a regalare attimi da ricordare alla folla. Dischi come “Pump” di Chymera e “Jaguar” di Dj Rolando colpiscono dritto alla mente dei presenti e per un attimo sembra che l’Amnesia sia diventato il DC 10 alle sette di mattina a riprova del fatto che anche Sven, quando vuole, sa essere fuoriclasse.

Situazione invece estremamente diversa nel Terrace in cui Ricardo Villalobos incede a colpi di cassa, sempre con la solita padronanza del suono che lo contraddistingue e con una qualità elevatissima di selezione. Se nelle due precedenti occasioni in cui lo avevamo ascoltato non ci aveva stupiti questa volta sembra aver colpito nel segno a riprova del fatto che essere in forma conta, eccome. Ma anche il dj cileno si concede il suo momento di pausa inserendo il suo personale tormentone estivo ovvero il bootleg rivisitato di “From Disco To Disco” altro Ibiza Moment da incorniciare. Non appena le prime luci dell’alba fanno capolino attraverso le vetrate dell’Amnesia Ricardo riparte proponendo una chiusura frenetica e serrata per toglierci quelle poche energie residue. Una miscela di Acid House e Breakbit si abbatte sui presenti ed il risultato è un dancefloor in delirio mentre il sole sorge.

Così, mentre noi ci allontaniamo sperando di assaporare qualche ora di sonno prima che l’aereo ci riporti in Italia, nelle nostre menti si insinua un quesito.

Ibiza è ancora La Mecca del clubbing mondiale?

Matteo Roma

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Matteo Roma “For Ibiza” July Chart:

1. “Love Someone” – Wolf + Lamb
2. “Forever And A Day” – Franc Spangler
3. “Loot” – Dollkraut
4. “Way Back” – Sebo K
5. “Dirt” (Ben Klock Remix) – Echologist
6. “Storm” – Literon
7. “I’m Coming” (Aybee Wormhole Remix) – Jus Ed
8. “Stapanu Intergalactic” – Livio & Roby
9. “Caravan” – Oleg Poliakov
10. “My Pussy” – La Pena

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