JUNKBEAT AWARDS 2011: Matteo Roma

BEST PRODUCER: LEVON VINCENT

Sono anni che il nome di Levon Vincent è noto a chi mastica la musica un po’ più in profondità rispetto agli standard ordinari. I suoi lavori su Ovum, Clone ed Ostgut Ton sono solo una piccola parte del bagaglio musicale che questo produttore è stato in grado di offrire nel primo decennio degli anni ’00. Cos’è cambiato quindi in un solo anno? La capacità di imporre un sound preciso, perfetta commistione tra sperimentazione di nuove sonorità e gradimento da parte del dancefloor, attraverso una serie di uscite azzeccate sulla sua creatura: Novel Sound. Come ogni anno però la bagarre per questo award è stata intensa e ed accesa fino all’ultimo. Ma ancora una volta i 4/4 sembrano avere la meglio sull’oramai consolidata scena Dubstep in cui spiccano su tutti Martyn e 2562.

1) Levon Vincent
2) Martyn
3) 2562

BEST LABEL: UNCANNY VALLEY

In un anno dalle sonorità quanto mai incerte e spesso transitorie il basso profilo tenuto dall’emergente Uncanny Valley è risultato assolutamento vincente. Salvo Jacob Korn, il roster della label di Dresda è pregno di new entries capaci di dimostrare enorme valore e varietà di proposte. La capacità di non fossilizzarsi su un sound distintivo potrebbe apparire una scelta coraggiosa secondo logiche di mercato, eppure sfogliando il catalogo della “Valley” il passaggio da ritmiche Hip-Hop a beats più convenzionali appare talmente spontaneo da sorprenderci. Seguono sul podio la prolifica Hessle Audio, con una crew di artisti spaventosamente bravi ed in picco di hype ed il ritorno graditissimo della R&S che rispolvera la qualità dei tempi che furono per affrontare come si conviene il 2011.

1) Uncanny Valley
2) Hessle Audio
3) R&S

BEST NEW ACT: JULIO BASHMORE

Quando si ascoltano tonnellate di vinili al mese è sempre piuttosto difficile dare forma al caos sonoro rinchiuso nella mente di un produttore. L’artista per definizione spesso è eccletico e caotico nel proprio flusso di coscienza. Il percorso compiuto da Julio Bashmore lo ha condotto a proporre moltissime tipologie di suono senza mai riuscire a lasciare il segno, ma in questo 2011 finalmente è arrivato il momento della consacrazione. Futurboogie è per lui la piattaforma di lancio migliore dalla quale bombardare i dancefloor di tutto il mondo con vocal caldi e bassline assassine capaci di far vibrare la pista. Alle sue spalle il silenzioso ma già maturo Cuthead e un oramai consacrato Blawan, poliedrico dj e producer sempre in bilico tra techno e dubstep.

1) Julio Bashmore
2) Cuthead
3) Blawan

BEST TRACK: “BATTLE FOR THE MIDDLE YOU

La traccia del 2011 non fa che confermare la posizione precedentemente esposta per Julio Bashmore. Un disco dal testo veramente basilare, capace di portare un messaggio quasi banale, ma tremendamente incisivo. Bassline corpose, synth graffianti per un disco che in modo molto blando incede sino alla vera e propria esplosione di suoni che lo pone sulla cima del podio di quest’annata. Segue Levon Vincent, producer del quale abbiamo già discusso e 2562 con il disco Dubstep più bello della stagione, lisergico concentrato di qualità.

1. “Battle For The Middle You” – Julio Bashmore – PMR
2. “Man Or Mistress” – Levon Vincent – Novel Sound
3. “Aquatic Family Affair” – 2562 – When In Doubt
4. “Galactic Transit” – The Oliverwho Factory – Rush Hour
5. “Where Am I” – Tribe (Kyle Hall Remix) – Planet E Communications
6. “Masks” – Martyn – Brainfeeder
7. “Here’s Your Trance Now Dance” – Omar S – FXHE Records
8. “It Ain’t Over”- Orlando B – YORE
9. “Seven Reasons” – Terry Grant, Scope (Vocal Mix) – Large Music
10. “Nature Makes A Mistake” – Son Of Sam (Ame Remix) – Running Back

BEST ALBUM: “SIMULAT” – COSMIN TRG

Un concentrato di stili e volti della techno contemporanea. Una strizzatina d’occhio al passato e tanta voglia di costruire il sound del futuro. Pochi compromessi in questo lavoro del produttore rumeno, uno dei pochi che vuole smentire l’associazione ben più facile con artisti della sua nazione e ritmiche “arpiar”. “Amor Y Otros” senz’ombra di dubbio è la protagonista dell’album, inserita nei dj set di quasi tutti gli artisti dei piani alti, ma sottovalutare l’utilizzo di tutti gli altri lavori inseriti in questo calderone sarebbe un errore imperdonabile. Breve distanza per “Yours & Mine” di Steffi, lavoro d’altri tempi e per l’omonimo lavoro di Pinch & Shackleton.

1) “Simulat” – Cosmin TRG
2) “Yours & Mine” – Steffi
3) “Pinch & Shackleton” – Pinch & Shackleton

BEST DJ: BEN UFO

L’award più importante della stagione va al giovanissimo Ben Thomson, attuale owner della Hessle Audio del quale potremmo parlare lungamente. Tuttavia oltre all’innato talento dell’inglesino più ambito del circuito underground ci piace sottolineare una cosa ed una solamente. Ben si è affermato come dj a livello internazionale facendo SOLAMENTE il dj, e farlo di questi tempi fa ben intendere com’è possibile che il 2011 sia per lui l’anno da numero uno. Seguono l’immenso e, per sua stessa ammissione, folle Laurent Garnier e l’eccletico, ma mai senza eccedere, Dixon.

1) Ben Ufo
2) Laurent Garnier
3) Dixon

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Matteo Roma November Chart:

1. Larry Heard, Gerd – Palm Leaves (Afropsychojungledub Mix)
2. Levon Vincent – Impressions Of A Rainstorm
3. Piranhahead – Disconnected (Dissed Connection)
4. Joakim – Find A Way (Soul Clap Remix)
5. Deetron – Collide (Deetron Unreleased Version)
6. Wbeeza – Laying Here
7. Mirko Loko – Gloria
8. Riccardo Jefferson – A Brutal Turth
9. The Citizen’s Band – 77 Reasons
10. No Sports – KINK, Marc Romboy

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Salomon November Chart:

1. Martyn – We Are You In The Future
2. Nina Kraviz – Voices (Levon Vincent Remix)
3. Pional – Into A Trap
4. The Oliverwho Factory – Together (Altered States Mix)
5. Analogue Cops & Blawan – 45 Dollars
6. Noir & Haze – Around (Solomun Vox Remix)
7. Metro Area – Let’s Get (Tennis Re-edit)
8. Tiefschwarz ft. Mama – Corporate Butcher ( Solomun Remix)
9. Maya Jane Coles – The High LIfe
10. Benoit & Sergio – What I’ve Lost

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Levon Vincent – Impressions Of A Rainstorm

Che la Novel Sound sia una delle label più chiaccherate del momento non v’è dubbio. La qualità di ogni release partorita dalla creatura di Levon Vincent è sempre incredibilmente elevate e ciò che maggiormente stupisce è il perfetto bilanciamento tra sperimentazione e fruibilità del prodotto in termini di riscontro sulla pista. Dopo “Man Or Mistress” pensavamo che il musicista americano d’adozione avesse oramai raggiunto il proprio apice creativo, punto dopo il quale solitamente ci si aspetta una flessione negativa. “Impressions Of A Rainstorm” smentisce invece questa sensazione consegnandoci un disco dalle armonie ricercate ed eleganti con una marcia prorompente arricchita da un basso che non sembra guardare in faccia nessuno. Siamo forse di fronte al produttore dell’anno? Ai posteri l’ardua sentenza.

Matteo Roma

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Open For Your Service – Crazy P

Ci proiettiamo a capo fitto in una dimensione lisergica e decisamente retrò. Una voce femminile incisiva e decisamente funky fa da filo conduttore ad un pizzicato disco-dance allegro e spontaneo. Una track decisamente in contro-tendenza con quanto fino ad ora abbiamo riportato alla ribalta, forse quasi scontato nella sua vena decisamente pop. Non solo questione di brand, ma questione di flavour. Una chicca dell’Ep “When We On”che ha trovato supporto nella label 2020 Vision Records e che si presenta decisamente orecchiabile e friendly nella versione remixata di Ron Basejam.

Salomon

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